F. Berti, “Valzer dei coccodrilli”. Spartito, Midi, Mp3. Organo, fisarmonica, ocarine.
Qui sopra puoi ascoltare la versione per organillo, ocarine e fisarmonica, di questa mia canzone a valzer dedicata alla leggenda degli alligatori nelle fogne, dove ho immaginato i coccodrilli uscire dai tombini e sbarcare il lunario come artisti di strada per le vie della città.
Valzer dei
Coccodrilli
Spartito.
Organo, fisa, ocarine
di Federico Berti
Ascolta anche la versione ‘street punk’
per chitarra fuzzy, basso, batteria
con dedica e presentazione:
Dall’Oriente all’Inghilterra
a due passi da treni e metrò
rintanati sotto terra
non vediamo la luce del sol
tra le fogne i canal
di quel gran varietà
noi ridenti alligator
per le nutrie cantiamo
e gli avanzi prendiamo
dai figli dei lavorator.
Ritornello:
Ma quando preda siam di fame nera
nel sottosuolo della gran balera
ci avventiamo sui nostri fratel
divorando la coda e il budel
e piangendo pian pian
un ruttino facciam
poi torniamo festosi a danzar
Con un fiore sul cappello
marionette di terza vision
sibiliam dallo sgabello
alla frusta del gran domator
nell’anello mortal
tra le fiamme saltiamo
con vivo batticuor
tra le fogne i canal
noi balliamo il can-can
per le blatte e i roditor.
Versione strumentale
per organillo, ocarine
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Urban Puppets
Questa canzone ha ispirato un
gioco da tavolo e di carte
“Alligators”
2-6 giocatori 9-90 anni

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LA LEGGENDA DEGLI
ALLIGATORI NELLE FOGNE
Si racconta che negli impianti fognari delle grandi città possano talvolta insediarsi colonie di alligatori, è un classico delle urban legends diventato molto popolare fin dagli anni ’20 del secolo scorso negli Stati Uniti con tanto di relazioni tecniche, avvistamenti, denunce. Prima a New York, poi in Florida s’iniziò a parlare di buone famiglie che tornando a casa dalle vacanze riportavano cuccioli di coccodrillo per il divertimento dei bambini, poi se ne liberavano scaricandoli nei servizi igienici e da lì questi finivano per sopravvivere nutrendosi di ratti e rifiuti vari, formarono colonie di anfibi nel frattempo divenuti albini per la mancanza di luce. In realtà si dubita fortemente che un animale di quella specie possa vivere a lungo in un luogo buio, freddo e inospitale come l’impianto fognario, ma il punto non è questo: ciò che più mi fa sorridere è l’origine molto più antica della leggenda, che vorrei raccontare specialmente al pubblico italiano. Si, perché anche questa, come tante altre storie d’oltremare, è un prodotto dell’immaginario europeo e viene molto prima della psicosi collettiva americana.
