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Da una ricerca svolta per l’Università del Vermont (USA) e basata sull’analisi testuale in una selezione di 1700 classici della letteratura inglese, le trame possibili dei romanzi sarebbero soltanto 6, definite in base al percorso ascendente o discendente dei personaggi principali. Così il nuovo formalismo funzionale tenta di risalire alla formula del ‘romanzo perfetto’, tema interessante e nello stesso tempo controverso.
LA FRECCIA DEL TEMPO
La ricerca del Vermont sulle trame dei raccontisi basa s’una visione lineare dove i personaggi vengono valutati in base al loro successo o all’insuccesso: la dinamica ascendente/discendente descritta dagli autori della ricerca somiglia a un grafico di Wall Street in cui le azioni di un’impresa salgono o scendono senza possibilità di equivoco; in realtàogni medaglia il suo rovescio, lo stesso personaggio può ascendere e discendere in momenti o luoghi diversi dello stesso romanzo, uno schema lineare non è insomma sufficiente ma diremo piuttosto che la partitura circolare si presta meglio alla complessità delle dinamiche possibili.
Un libro non ha mai una sola trama, identica per qualsiasi lettore e lineare come il tempo, né un solo percorso ascendente o discendente, ma segue una logica diversa per ogni personaggio e per ogni percorso di lettura
LE SESSIONI DI LETTURA
La ricostruzione dello schema ascesa/declino sembra definita nella ricerca americana senza tenere conto della lettura come rituale e delle molte arcate che ne compongono ogni singola sessione, secondo un ritmo che viene a stabilirsi fra il tempo dello scrittore e quello del lettore: possiamo divorare il racconto d’un fiato o suddividerlo in molte sessioni brevi, questo dipende da tanti fattori non sempre dovuti a scelte consapevoli, più spesso alle incombenze della vita; è naturale che in metropolitana saremo inclini a sessioni brevi mentre sotto l’ombrellone potremo concederci arcate di più ampio respiro, ad esempio.
Nell’ambito di una stessa seduta ogni personaggio seguirà un percorso ascendente o discendente non sempre rispetto alla trama principale, ma più spesso riferito a un singolo episodio della sua vicenda complessiva; non si può stabilire un’unica direzione, spesso e volentieri personaggi complessi fanno passi avanti, indietro, pagano pegno come nel gioco dell’oca, salgono un gradino poi si fermano, riposano, inciampano, cadono, si rialzano più volte nel corso della loro ‘adventure’ e non sempre risolvono sé stessi in modo prevedibile: basti pensare a Giulietta e Romeo, che fino all’ultima scena sembra debbano trovare un lieto fine ma poi risolvono in tragedia inattesa. La linea può essere curva, spezzata, frattale, tangente, secante, angolare e così via, non sempre semplificare aiuta.
Il rituale della lettura prevede quindi una serie di ‘epifanie’ o catarsi temporanee, nel corso delle quali il destinatario può riflettere e decodificare la partitura del racconto ricavandone un contenuto ‘sapienziale’, una lezione di vita, un momento di crescita interiore: in questo senso non avremo una singola freccia all’insù o all’ingiù, né una sola cuspide concava o convessa che dir si voglia; ogni sessione di lettura porta a un’arcata e può tracciare nella mente del lettore molteplici percorsi di ascesa/declino relativi a ciascuno dei personaggi con cui è entrato in empatia, o in distonia. Più che un solo grafico lineare, avremo dunque una molteplicità di linee che si intersecano e si rincorrono all’interno dello stesso diagramma, attraversando piani paralleli, livelli concentrici di realtà mai a senso unico, raramente in linea retta. Talvolta la stessa narrazione non segue l’ordine dei fatti come si presume che debbano essersi svolti nella timeline principale ma anticipano o tornano indietro con flashback, flussi di pensiero e altre tecniche di frammentazione del plot.
LA FORESTA DEI SIMBOLI
La visione lineare della trama come sviluppo ascendente o discendente sembra dimenticare che in un romanzo non è mai davvero importante la conclusione avulsa dal percorso seguito, non serve trovare una via d’uscita dal labirinto, ma quel che conta davvero è attraversarlo. Indugiare, direbbe Proust: ogni frammento ne racchiude molti altri come in un gioco di scatole cinesi, il piacere dlela lettura è proprio nell’aprirle tutte esplorandone i contenuti. Il lavoro svolto da Aarne-Thompson sui motivi e tipi ricorrenti nella narrazione popolare ha messo in evidenza l’incredibile numero di variazioni sul tema che ogni racconto presenta, non si può ridurre tutto al successo o all’insuccesso d’un solo personaggio in un senso letterale.
Nel nostro diagramma circolare possiamo attribuire valori diversi a ogni anello, a ogni quadrante o settore radiale, possiamo orientare la rosa dei venti verso il nord e confrontarla con la posizione delle stelle nel cielo, disporre intorno all’anello più esterno o in corrispondenza di alcuni punti chiave, riferimenti simbolici, attrattori semantici indicando le potenze che quel racconto va a muovere, si tratterà comunque di analisi e sintesi personale, differente da un lettore all’altro, da un luogo e un tempo all’altro, è possibile ricavare più d’un diagramma da uno stesso frammento dell’intera storia.
Possiamo insomma approfondire l’analisi creando una sorta di ipertesto che renderà forse conto dell’infinita complessità, ma non potrà mai dire l’ultima parola sulla trama di quel racconto per il semplice fatto che non ne esiste una sola, uguale per tutti: la storia è ridefinita ogni volta dalla relazione particolare che si viene a instaurare tra lettore e autore, o meglio la declinazione dell’intenzione contenuta nel romanzo durante quella sessione di lettura: è per questo che alcuni libri sentiamo il bisogno di rileggerli più volte nell’arco della nostra vita, non è mai la stessa opera o almeno a noi non suona mai come la volta precedente. Non si può riassumere una trama nel semplice percorso ascendente o discendente dei suoi personaggi principali, la parabola di Don Rodrigo nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni ad esempio è repentina e improvvisa, quella di Renzo e Lucia graduale e ‘sinusoidale’, scrivere serve ad altro che a misurare il successo o l’insuccesso dei protagonisti.
In questo romanzo ad esempio il protagonista segue un percorso di tipo ascendente se lo analizziamo secondo lo schema proposto dalla ricerca del Vermont sulle trame possibili, ma siamo sicuri che sua reclusione temporanea all’interno del manicomio criminale Alderico Barbacani di Lolliano si possa interpretare veramente come una caduta?