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I fuochi d’artificio. Gli anziani raccontano. Interviste in casa di riposo.

I fuochi d’artificio

Articolo tratto da questo libro
Scarica Pdf | Epub

‘Me ricordano quei carnevali che si facevano una volta, i contadini a Pasqua legavano le campane per il giovedì santo quando c’erano i sepolcri, veniva esposta l’ostia santa per l’adorazione che ricordava l’ultima cena. Una tradizione antica dai tempi dei tempi ogni famiglia aveva il fucile carico da quando smetteva la caccia, allora al sabato santo quand’era mezzogiorno slegavano le campane e appena suonavano quelli uscivano fuori a scaricare il fucile. Storie vere come siamo qui noi, se avevi la doppietta ne sparavi due, altrimenti uno solo. Poi si faceva correre l’acqua, che in quel momento era benedetta, anche perché di acqua santa in chiesa non ce n’era mica la toglievano proprio; ora le campane le sciolgono al sabato notte, ma una volta era in tarda mattina. Collo schioppo sparavano pure per Santa Barbara, mi ricordo anche dalle caserme, tanti fucili insieme uno qui e uno lì non s’è mai fatto male nessuno. Perché dico dei carnevali, che tagliavan degli spini poi facevi la massa da bruciarli tutti insieme così non davi noia a farlo ognuno per conto suo, poi all’ultimo si faceva la sparata del fuoco grande colla Madonna, quando la spostavano veniva a piovere. Ora i fuochi costano dei miliardi e ogni anno c’è dei morti specie le aziendine che si improvvisano. Lo schioppo invece non costava niente, sentivi lo scarico tutti insieme per la valle era una cosa bella, allora i poveri si divertivano con poco ora è tutto grandioso, un’industria. Bologna fabbricavano una piccola torre alta sui 10 metri circa e sopra c’era un pianale da poterci stare sopra una bambolotto grande come un uomo normale solo il vestito lo distingueva, mezzanotte di capodanno lo bruciavano, invece l’anno bisestile bruciavano la vecchia. Feste da stare insieme che ricordo anche prima della guerra, un modo per dire accendiamo la luce. A me i fuochi d’artificio non piacciono perché fanno dei disastri e ci rimettono le persone che non hanno colpa, uno ha perso la ma no, un altro l’occhio, chi ancora peggio la vita. Roba che nemmeno la guerra, adesso senti qua mio padre una volta ritorna a casa due cose di metallo non aveva capito cosa fossero, io dissi: metti là sulla credenza non si può mai sapere, chiamammo i carabinieri e dissero: la portiamo via prima che esploda. I botti sono botti, da qualsiasi parte arrivano. Sa una volta l’ho visto coi miei occhi uno sul motoscafo, la sigaretta accesa, mette in moto e salta in aria, lui salvo perché s’è buttato in acqua. Col fuoco non si scherza”.

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