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Dick Winslow uomo orchestra. Doris Day one woman band.


Dick Winslow
Il giovane attore Dick Winslow, ha recitato per molti film western e partecipato a numerose trasmissioni televisive.

Dick Winslow one man band

Tratto da F. Berti
Gli artisti di strada non sono mendicanti

Do not disturb (Film, 1965)

Poco ricordata questa divertente pellicola di Ralph Levy e George Marshall, uscita circa tre anni prima dei fratelli Gavioli e dieci prima del famoso Mary Poppins; romantica storia d’una sposa americana che segue il marito a Londra per motivi di lavoro e non adattandosi al vivere delle grandi città, più volte si espone ingenuamente al ridicolo; nella scena del ristorante compare un suonatore di batteria portativa dal quale una folgorante Doris Day, nella parte della moglie ubriaca, si fa prestare lo strumento per esibirsi in rumorose giravolte. Non appena la indossa l’esito è un disastro, non riesce a sostenerne il peso ed è sorretta dai presenti prima che cada in terra. Una sequenza che pur nella sua brevità contiene informazioni interessanti sull’arte dell’uomo orchestra. In primo luogo il suonatore è impersonato da Dick Winslow, attore e musicista di fama internazionale che ha realmente svolto l’attività di one man band fino alla sua recente scomparsa; selezionato inizialmente (ma poi sostituito) per il ruolo di Bert lo spazzacamino in Mary Poppins, intratteneva il pubblico americano a Disneyland ed è comparso in numerose trasmissioni televisive.

L’ambulante nel film “Do not disturb” (1965)  non ha le corde scollegate dal piede come Totò, manovra impeccabilmente la sua orchestra meccanica anche se non lo fa in modo appariscente, non cerca il virtuosismo né l’effetto scenico; nell’espositore si vedono alcune percussioni pronte all’uso, trasportate in quella posizione impedirebbero qualsiasi movimento repentino obbligando il suonatore a una postura quasi immobile o rotolerebbero in terra. Si coglie nell’allestimento il richiamo a canzonieri, lunari e oroscopi distribuiti in piazza, alle rudimentali ‘vetrine’ costruite in legno per esporli; doveva essere faticoso il trasporto. Colpisce la sobrietà del posteggiatore che avanza con garbo fra i tavoli inchinandosi senza movenze di particolare impatto; la musica prevale s’una parte coreutica ridotta all’essenziale, il pubblico non è passivo alla sollecitazione ma canta a sua volta. In altre parole il complesso strumentale non serve ad accentrare l’attenzione in chiave autoreferenziale sul suonatore stesso, assolvendo piuttosto la funzione opposta che è quella d’invogliare alla partecipazione, funzionale alla condivisione d’una socialità spontanea. (Continua a leggere…)


Tratto da F. Berti
Gli artisti di strada non sono mendicanti


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