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Clifford Simak, “La macchina dei sogni”. Audio podcast, voce narrante F. Berti

Clifford Simak
La macchina dei sogni

Audio podcast
Voce narrante F. Berti

Clifford Simak è uno scrittore statunitense, figlio di emigrati dalla Boemia, è uno dei massimi esponenti della fantascienza fin dal suo periodo aureo, gli anni trenta. E’ stato giornalista, divulgatore scientifico, poi romanziere di successo. “La macchina dei sogni” è un racconto del 1955, pubblicato originariamente in riviste minori, col titolo di “Worlds without end”, mondi senza fine. Considerato a torto un’opera minore, in realtà il racconto dà il titolo a una raccolta monografica. Ambientato in un ipotetico trentunesimo secolo, che tuttavia non è molto dissimile nelle descrizioni dalla Minneapolis degli anni ’30, esplora il genere distopico affrontandolo dal punto di vista dell’interiorità, com’è nel suo stile. Un mondo governato dalla corporazioni, impropriamente dette sindacati, che hanno acquisito di fatto gran parte del potere politico. La fedeltà al proprio sindacato ha sostituito il patriottismo. Ogni attività pubblica è governata dal proprio sindacato e a ogni cittadino è consentito per un certo periodo della propria vita ritirarsi nel mondo dei sogni, che pure ha la sua corporazione, ‘Dream’. Viene dunque indotto artificialmente un sonno che può durare anche diversi anni, durante quel periodo il sognatore è mantenuto in vita dalla società cui si è rivolto per provare questa esperienza. Il romanzo è raccontato dal punto di vista di un operatore addetto alla macchina dei sogni, che per una serie di vicende impreviste arriva a chiedersi quale sia il vero scopo del suo lavoro, quali siano gli interessi in gioco. Il libro va a toccare in realtà temi attualissimi, sembra quasi prefigurare scandali come il caso Cambridge Analytica, che scoppierà veramente solo sessant’anni dopo l’uscita del libro. Il riferimento all’istituzione del sindacato e l’ambiguità con cui viene consapevolmente risolto in corporazione, contiene un messaggio politico implicito, da leggersi nel più ampio quadro geopolitico della guerra fredda. Profetico a suo modo, anche se non saranno i sindacati della ‘piovra comunista’ a realizzare l’incubo, ma il post-capitalismo della new economy, la democrazia apparente del nuovo millennio. Ben scritto, ne riproponiamo l’incipit in questo podcast.

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