Gli artisti di strada e Internet. Luci e ombre nella rete. Street art tutorial.
Artisti di strada
e realtà virtuale
Luci e ombre della rete
Tratto da F. Berti
Gli artisti di strada non sono mendicanti
Qualcuno mi domandava che senso abbia per un artista di strada a cappello crearsi un proprio sito web, conoscere il SEO, produrre nuovi materiali attraverso la rete, essendo questa all’antitesi con la ricerca del contatto vivo con le persone così fondante per la nostra scelta artistica. Provo a ragionare sulla domanda, non facile e soprattutto, ambivalente perché ogni medaglia come sappiamo ha il suo rovescio.
Trent’anni fa, quando Internet iniziò a prendere piede e alcuni di noi cominciarono a farne un uso consapevole, era visto per lo più come un modo per mantenere i contatti fra ‘cani sciolti’ che avevano fatto scelte di vita difficili ma vivendo lontani gli uni dagli altri faticavano a trovarsi, allora non eravamo in molti e ci s’incontrava nei luoghi più impensati come i personaggi dell’epica antica, un po’ per caso, un po’ per probabilità e qualche volta per spiacevole imprevisto. La rete serviva a questo, potevi scriverti lunghe lettere, mandare in giro il pieghevole del tuo ultimo spettacolo senza spendere una fortuna in stampa e posta ordinaria, il telefono costava un sacco di soldi allora, non essendovi tariffe in ‘flat’ si pagavano gli scatti ed eran tutte interurbane.
Per questo la rete venne percepita come un’innovazione positiva, tenendo presente che non era in grado di sostituire il contatto fisico, diretto, personale con quelli che erano più o meno volentieri nostri compagni di ventura. Col tempo sono cambiate molte cose, le mailing lists e i gruppi di discussione son diventati veicolo di spam e pubblicità indesiderata, o fonte d’ispirazione per chi non aveva idee. Negli ultimi anni poi, con la crescita esponenziale degli operatori, il crollo della reciprocità che un tempo rendeva gli artisti di strada figli della stessa scelta di marginalità e dunque in un senso ideale quasi ‘fratelli’, siamo approdati alla condizione opposta: con le nuove piattaforme la realtà virtuale si sostituisce quasi al libero negoziato dell’artista col pubblico e con la cittadinanza, con risultati non sempre condivisi da tutti… (Continua a leggere)