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Uomini che uccidono le donne.

Uomini

che uccidono le donne

 

La follia non arriva in un giorno

In televisione si sentono dire tante cose, ma chi le prende per renderle! A volte mi piacerebbe poterle ridire, perplessa rimango a sentire questi uomini vanno fuori di testa, si rovinano per sé stessi, uccidono le mogli, violentano qua e là. Ma io mi chiedo, uno può impazzire in un attimo secondo te? Qualche segno lo avrà pur dato anche prima penso. Nelle case bisognerebbe non che urlassero tanto, perché hanno anche i bambini, ora lavorando negli asili nido mi sento più portata, voglio essere sincera se le guardassero bene quelle povere creature forse smetterebbero di litigare. E’ anche il carattere di una persona più esplosiva, però arrivare a questi eccessi vuol dire qualcosa non quadra, al cervello che non funziona. Litigi discussioni alterate, ma non andare mai a letto prima di aver fatto pace: uccidere è follia e la follia non arriva in un giorno, la maturi adagio adagio. Uno può anche non raccontare nulla di qua e di là ma se il tuo vicino di casa mena la moglie vedrai che l’impari. Mia madre per esempio che era la più piccola, passava lunghi periodi a vivere in casa della sorella il cui marito era manesco, allora un po’ si riguardava.

 

Caravaggio, ritratto di Beatrice Cenci
Caravaggio, ritratto di Beatrice Cenci

 

E’ colpevole chi lascia fare.

Per me queste cose che succedono c’è un motivo, o l’uomo è malato oppure beve: il vino fa fare il bene e il male. Mia cugina ha sposato un uomo che beveva, ma s’è accorta dopo, avevano una bambina piccola che dicevo: la porto via con me. Sotto casa mia vennero marito e moglie giovani, sui 34-35 anni, litigavano tutte le notti fino a tardi anche le tre del mattino, botte non ne sentivo ma disturbavano anche i vicini, allora poi si son divisi. Ricordo famiglie che c’era la gelosia e il marito picchiava, ora che uno possa sbagliare o meno, ma c’è la bocca per parlare! Brutta cosa la gelosia. Se sento nella casa accanto volare sberle io chiamerei un altro uomo d’andarci in due, può venire brutte robe però bisogna mettersi d’accordo perché una noce sola nel sacco non fa niente. Le forze armate se non trovano la flagranza è inutile, io sono per difendermi: prendo un bel stanghèt lòng acsé, busso vado dentro come fosse una visita, “Buonasera!”. Poi botte da orbi, mi metto a menare come chi fa il peggio e se l’ammazzo sta ben morto! Mi scappano le mani a sentire queste cose. Un uomo che mena una donna non è un uomo, è un fesso. Un niente, non ha cuore né cervello. Tu lo conosci da come si comporta, il modo di esprimersi, ma son poi cose che si sentono anche nel vicinato, è successo a noi parlando anche in città nei quartieri, non solo nei piccoli paesi: al bar o al circolo, dovunque l’impari presto. Andavo dalla sarta, una poveretta si lamentava: oggi m’ha tirato dietro lo scolapasta, oggi m’ha chiuso fuori dalla porta che non sapevo come entrare. Quando si arriva alla tragedia vuol dire che non si è corsi al riparo prima, non solo la coppia ma tutti quelli che le stanno intorno, dalla famiglia al vicinato. Non si può stare colle mani in mano, ogni donna che subisce è colpevole chi lascia fare. (Continua a leggere…)

 


 

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